mercoledì, novembre 30, 2005,3:53 PM
Suicidio su tutte le ruote!


ROVIGO - Suicida a 16 anni per debiti di gioco. È questa la tragica scelta di uno studente della provincia di Rovigo, che si è impiccato nella cantina di casa per l'incapacità di sopportare le conseguenze di un debito da 30 mila euro accumulato giocando al Lotto all'insaputa dei familiari. Il corpo del ragazzo è stato trovato dal padre. Alla famiglia, che vive in un comune a poca distanza dal capoluogo, un biglietto con la scritta «Perdonatemi». Il sedicenne, che studiava all'istituto alberghiero, aiutava nei momenti liberi nella gestione della ricevitoria della sorella, e qui nel corso dei mesi ha giocato segretamente al Lotto, senza versare in cassa il corrispettivo delle puntate. Accortasi infine dell'ammanco, la sorella ha pensato che si trattasse di una truffa telematica da denunciare. E a questo punto è uscita la verità. Sembra però che, pur nella prevedibile sorpresa per il comportamento del ragazzo, i familiari stessero già cercando di sistemare le cose. Ma evidentemente lo studente non ha retto alla vergogna, e ha scelto di togliersi la vita.


Con tutto il dispiacere che mi procura questa notizia, ma a me, a 16 anni, passava di tutto per la testa, tutto tranne la voglia di giocare al lotto! Anche nel caso in cui qualche amico mi avesse convinto a provare questo "gioco" non credo che sarei arrivato ad accumulare 30 mila euro (o 60 milioni di allora!) di debito...
Mi sembra impossibile... mah... certo, il fatto di vivere dentro una ricevitoria magari può spingere diversamente, io per esempio lavoravo in un alimentari e mi spaccavo di panini di vario genere, quindi potrei rivedere la mia tesi... no, no! Non credo lo avrei fatto!

Comunque questa storia mi spaventa, lo so che vado a finire sempre a battere sullo stesso chiodo, ma mio figlio più grande ha 15 anni e pensare che possa arrivare a togliersi la vita per un qualsiasi motivo mi fa impazzire... il solo pensarlo!
Benedetto ragazzo, per grosso che fosse il problema non lo hai di certo risolto così, anzi, ne hai aggiunti altri alla tua famiglia che hai lasciato nel dolore e se parliamo di una famiglia normale, parliamo anche di un dolore che non potrà mai sopirsi...

Ragazzi (se ne capiterà qualcuno!), parlate sempre ai vostri genitori, per grosso che sarà il vostro problema probabilmente ci sarà una soluzione che al momento a voi sfugge e se anche non ci fosse una soluzione credo che un genitore sarà ben lieto di aiutare un figlio a sopportare un problema, un peso portato in due pesa indubbiamente di meno!
 
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lunedì, novembre 28, 2005,11:29 PM
Non è facile...


Come avevo premesso nel primo post che ha dato vita a questo blog non sarà sempre facile trovare qualcosa che mi soddisfi da scrivere tutti i giorni e d'altro canto non posso neanche passare le giornate ad annotare la gente che muore, seppur lasci molta tristezza nella maggioranza dei casi...
E così come avevo pure premesso che c'è tanta confusione e se anche ci sarebbero tante cose da dire tante volte mi è difficile far uscire dalla mia testa i pensieri sotto forma di qualcosa di senso compiuto e comprensibile...
Se avete voglia di continuare a leggermi abbiate pazienza, ci saranno giorni migliori!
 
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venerdì, novembre 25, 2005,2:38 PM
Addio a Best, genio e dannato



L'ex-fuoriclasse e icona pop del Manchester United si è spento a 59 anni dopo una lunga agonia. Fu la stella dei Red Devils fra il 1965 e il '74. Nel '68 vinse il Pallone d'Oro
George Best: 1946-2005. Olympia
MILANO, 25 novembre 2005 - L’ultima partita non è riuscita a risolverla con un guizzo dei suoi. Gorge Best si è spento oggi, a 59 anni, dopo un’agonia lunga e crudele. Divorato dai danni dell’alcool in un lettino d’ospedale. Intubato e ridotto ai minimi termini. Come nella foto pubblicata domenica scorsa in copertina dal settimanale inglese “News of the week”, che il leggendario giocatore ha chiesto gli venisse scattata. Un messaggio ai giovani: “Non morite come me. La mia condizione sia da monito per tutti voi”. Consegnata nelle mani dell'agente e amico Phil Hughes. A che serve parlare di partita persa con l'alcool, che gli ha corroso il corpo dall'interno? Al Cromwell Hospital di Londra si è consumata la favola di uno dei più grandi campioni di tutti i tempi, di cui non resta che il ricordo.
Era nato a Belfast, George Best. Il 22 maggio 1946. Evidentemente il pallone lo aveva nel sangue. Aveva 15 anni, o giù di lì, quando George segnò due reti in una partita che vedeva come avversari giocatori di tre anni più grandi di lui. Gli osservatori del Manchester United persero la testa e se lo portarono in Inghilterra. Quando nel 1961 varcò le porte dello stadio dello United, in pochi pensarono che in quello scricciolo ci fosse il campione. Tranne il leggendario tecnico del club, Matt Busby; un guru lungimirante che capì tutto del funambolo nordirlandese.
Non fu comunque tutto rose e fiori. George dopo un solo giorno in maglietta rossa, in preda al panico e alla nostalgia, intimorito da giganti come Bobby Charlton e Denis Law, prese il primo traghetto e tornò nella sua Belfast. Fu proprio Busby che lo convinse a tornare. Il debutto arrivò a 17 anni contro il West Bromwich. Nel 1965 vinse il campionato, nel 1966 giocò nei quarti di finale di coppa Campioni contro il Benfica di Eusebio, segnando due dei cinque gol del Manchester. Nel 1967 fu l'artefice di un nuovo scudetto.
Busby impazziva per lui. Era innamorato dei suoi cambi di passo, di quei dribbling che facevano impazzire gli avversari. Un britannico con la genialità di un sudamericano nelle gambe. Ma con un ritmo più rock nel sangue; "beat" sarebbe il termine ideale. Con i Red Devils giocò dieci anni; disputò 361 partite, segnando 137 reti. Nel 1968 il primo grande trionfo internazionale: la coppa dei Campioni. Nella finale, finita 4-1 contro il Benefica segnò la seconda rete nel primo dei due tempi supplementari. Arbitrava l’italiano Concetto Lo Bello, che rimase estasiato da certe sue giocate. Nella nazionale del suo Paese giocò 37 volte e segnò 9 gol. A 22 anni tocco la vetta.
Era l'idolo, la star. Che faceva spettacolo anche per il suo modo di vestirsi; l'anticonformista, l'icona pop del calcio. Anche Pelè rimase abbagliato dalla sua immensa classe, al punto da definirlo nel 1966 "il più grande giocatore del mondo". Quell’imprevedibilità sublime convinse gli addetti ai lavori a consegnargli il Pallone d’Oro nel 1968. Ma il suo eccessivo modo di vivere lo portò inevitabilmente verso il declino. A 28 anni lasciò l'inghilterra per gli Stati Uniti, nel "soccer" nordamericano, con l'intenzione di esplorare i nuovi orizzonti calcistici dei multimilionari Usa. Ma non era più George. Fra bevute, donne splendide, sperperi di denaro. E il carcere. Nel 1984 per offesa a pubblico ufficiale e stato di ubriachezza mentre era alla guida. Provò a fare il commentatore televisivo. Nel 2002 il trapianto di fegato; nell'ottobre scorso il nuovo ricovero in ospedale.
George Best se ne è andato. I più sentimentali chiuderanno gli occhi e cercheranno all'Old Trafford di coglierne ancora le serpentine, i gol fulminanti. L'eco dei tifosi, i suoi inimitabili scatti, la chioma al vento. Un giornalista sportivo inglese descrisse magistralmente il fenomeno britannico: "Ci sono due modi per ricordare George Best: il primo vi causerà rabbia, rimorso, dolore per non aver visto questo immenso giocatore esprimere tutto il suo formidabile e inarrivabile talento; la seconda vi porterà gioia, un'incredibile stato di estasi e la privilegiata opportunità di aver potuto ammirare uno dei più grandi artisti sportivi mai apparsi sul pianeta".

Articolo di Gaetano De Stefano
 
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mercoledì, novembre 23, 2005,4:45 PM
Razzismo


raz|zì|smo
s.m.
CO insieme degli orientamenti e degli atteggiamenti che distinguono razze superiori da razze inferiori e attuano comportamenti che vanno dalla discriminazione sociale, giuridica e istituzionale alla persecuzione e allo sterminio di massa, volti a tutelare la purezza della razza superiore e la sua egemonia sulle razze inferiori | estens., ogni atteggiamento discriminatorio variamente motivato nei confronti di persone diverse per categoria, estrazione sociale, sesso, opinioni religiose o provenienza geografica


Questo è quello che troviamo nel dizionario, ma cosa è davvero il razzismo? Possibile che dopo millenni di storia, di guerre, di morti, di paesi scomparsi e tutto il resto ancora si possa parlare di razzismo? Possibile che ancora non abbiamo capito che siamo tutti uguali? Solamente più o meno stronzi a questo punto...

Ma basta! MA BASTA! M A B A S T A ! ! !
Pensiamo a portare a casa le nostre giornate e pensiamo a tutta la nostra bella collezione di difetti di merda, ne siamo provvisti tutti e in quantità industriali!
Non è possibile continuare a odiare delle persone solamente per la loro provenienza geografica! E' anacronistico... anche se forse è sbagliato anche questo, quale sarebbe stato il tempo in cui una forma di razzismo poteva essere giustificata?
Essere razzista oggi vuol dire solo essere un ignorante di merda e nulla di più, ma in fondo è questo che il nostro governo vuole da noi oggi, che si sguazzi nell'ignoranza in modo che loro possano fare i loro porci comodi!
Amen...
 
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martedì, novembre 22, 2005,12:49 PM
Il lupo perde il pelo...



Ci sono ricaduti, ancora una volta la Nestlè ha messo in commercio del materiale avariato:

MILANO - Trenta milioni di litri di latte per bambini sono stati sequestrati in tutta Italia in una maxi operazione condotta dalle prime ore di questa mattina dagli uomini del Corpo forestale. Si tratta delle confezioni di Mio, Mio Cereali, Nidina 1 e Nidina 2, tutti marchi della Nestlè e tutti con scadenza settembre 2006, tranne il Nidina 1, che scade a maggio del prossimo anno. A firmare l'ordinanza di sequestro è stato il procuratore capo di Ascoli, Ponticelli, titolare dell'inchiesta. Il latte risulta avariato da una sostanza prodotta dalla confezione

Articolo Completo

Io lo faccio già da tempo, ma forse sarebbe il caso di boicottare questa azienda e tutte quelle a lei coinvolte. Capisco anche che moltissima gente lavora in queste aziende, ma le vittime, quando ce ne sono, sono in maggioranza bambini!!!

Marchi coinvolti:

BEVANDE: Nescafé, Nesquik, Nestea,Orzoro
ACQUA MINERALE: Perrier, vittel, Acqua Vera, San Bernardo, S.Pellegrino, Panna, Levissima, Pejo, Recoaro
DOLCI: Smarties, Kit Kat, Galak, Lion, After Eight, Quality Street, Toffee, Polo, Rowntree, Motta, Alemagna
CIOCCOLATO: Perugina, Nestlé
SALUMI: Vismara, King's
OLIO: Sasso
CONSERVE: Berni
FORMAGGI: Locatelli, Hirz
PASTA: Buitoni, Pezzullo
DADI PER BRODO: Maggi
SURGELATI: Findus, Surgela, Mare Fresco, La Valle degli Orti
GELATI: Motta, Alemagna, Antica Gelateria del Corso
PASTA PER DOLCI: Leisi
MAYONESE: Thom
CIBI PER ANIMALI: Friskies, Buffet
COSMETICI: L'Oreal, Lancome
 
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venerdì, novembre 18, 2005,4:56 AM
Freddo!



Da pochi minuti sono rientrato a casa, sono passate le 5 del mattino, dopo essere uscito ieri mattina alle 10 per andare a lavorare e l'unica sensazione che mi viente in mente, Visto che stavo lavorando in aperta campagna, è tanto freddo!!! Devo per forza dare un'altra direzione alla mia vita lavorativa, non ce la faccio più a fare questi orari e arrivare all'ultimo minuto per sentirsi dire poi che "Domani non servi..."

La cosa peggiore è che la colpa di questo la posso dare solo a me, magari non sarebbe servito a niente, ma se invece di interrompere le scuole avessi continuato forse avrei avuto più scelta... e qui scatta un altro PERCHE' da chiedere a mio padre: "Perché non mi hai impedito di smettere gli studi???"

P.S. I perché rivolti a mio padre potrebbero essere infiniti quindi credo che mi fermerò qui... almeno per il momento! :-P
 
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mercoledì, novembre 16, 2005,10:43 PM
Duetto



Qualche giorno fa parlando con un amico mi è tornato alla mente un episodio di quando ero bambino, in realtà era un episodio che si ripeteva spesso... si tratta di mio padre il quale mi diceva che non appena avessi preso la patente mi avrebbe comprato il mitico Duetto Spider dell'Alfa Romeo! Io sono cresciuto con questa idea e sinceramente non so perché mi dicesse questa cosa con tanta convinzione.
Col passare degli anni mi trovai innamorato di questa auto e specialmente del modello più attuale che uscì durante la mia preadolescenza, quello con lo spoiler posteriore in plastica nera per capirsi e a quello sono rimasto legato, possibilmente rosso...
Ancora oggi, potendo scegliere, prenderei quel modello, né quello precedente né quello successivo, ma probabilmente resterà un desiderio irrealizzato, visto anche il numero dei componenti della mia famiglia abbastanza superiore ai due elementi!
Solo una domanda mi rimane: "Perché Papà?!"

Occhio a quello che dite ai vostri figli, le cose assimilate nell'infanzia restano dentro per tutta la vita...
 
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martedì, novembre 15, 2005,6:43 PM
Ignoranza


Parlavamo dell'ignoranza, quella vera, quella dove si ignorano le cose, dove manca la conoscenza intesa come cultura. Ovviamente non parlo di avere o meno dei titoli di studio, ma della cultura che ognuno di noi dovrebbe avere per permetterci di riuscire a trovare il nostro spazio personale in ogni discussione o quasi! Che ci permetta di esprimerci correttamente nella nostra bella lingua, così ricca di vocaboli, parole adatte ad ogni situazione, più o meno ricercate. Che ci permetta soprattutto di capire quando ci stanno fregando... ho l'impressione che gli ultimi governi stiano lavorando sulle generazioni più giovani per arrivare ad un meschino scopo, cioè quello di avere un popolo ignorante e asservito che non si accorga più minimamente dei loro sporchi affari... Ivengono varati continuamente decreti legge per le scuole di un'assurdità pazzesca... sarò paranoico, ma ho come l'impressione che i politici di quando ero piccolo io i loro intrighi li facessero di nascosto e stando attenti a non essere scoperti, mentre ora ci prendono per il culo apertamente e quando vengono scoperti si aggiustano subito subito una bella legge all'occorrenza! Per questo spingo continuamente i miei figli ad essere curiosi e a informarsi di tutto o di più, di studiare, studiare, studiare, non per portare il bel voto a casa, ma per sapere perché è nella conoscenza la vera libertà dell'uomo e di questo ne sono fermamente convinto!!!
Dice che la vecchia non voleva mai morire...
 
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lunedì, novembre 14, 2005,2:46 PM
La Raza se ne va...
Eddie Guerrero


Non vorrei che questo "diario" venga considerato solo un rapporto di morti, di ricordi di persone morte o di commenti retorici, ma la notizia di ieri sera mi ha lasciato veramente di merda e come ha detto mio figlio Lorenzo, 9 anni, "Il wrestling non sarà più lo stesso senza Eddie Guerrero..."
Questa frase riassume il mio stesso stato d'animo, soprattutto perché essendo leggermente più disincantato di un bambino di 9 anni so benissimo che se un atleta di 38 anni muore per un arresto cardiaco c'è qualcosa che non va e non mi riferisco alla salute... abbiamo già, purtroppo, gli esempi di Mr. Perfect-Curt Hennig e di Big Boss Man; vedremo nei prossimi se ci faranno sapere qualcosa di nuovo e magari uscirà fuori che mi sono sbagliato, resta il fatto che non vedremo più sul ring Eddie...

“We Lie, We Cheat, We Steal a Roll Up Win Ese”

W la Raza!!!
 
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domenica, novembre 13, 2005,1:01 PM
Ciao Vittorio!


Il 13 novembre del 1974, a seguito di un intervento ai polmoni, smetteva di accompagnarci Vittorio De Sica. Nel corso della sua carriera diventa regista dopo essere stato attore di commedie. Nato a Sora (FR) nel 1901, si trasferisce a Napoli che diventa la sua città d'adozione. Attore di teatro, fa "l'amoroso" in compagnie importanti. Nel cinema è Mario Camerini che lo prende per fare il bel giovane, seducente e fatuo ma alla fine di buon cuore e di "pasta matrimoniale". E' una carriera che gli dà successo, e che inizia con "Gli uomini che mascalzoni" (1932) e termina con "Grandi magazzini" (1939). Avrebbe potuto fermarsi al ruolo di attore, e invece scopre la vena registica.
Il suo primo film è Rose scarlatte (1940) piccola commedia tratta da un lavoro teatrale di A. De Benedetti. Segue il film sui pellegrini La morte del cielo, il film Maddalena zero in condotta (1941), e il sentimentale e piccolo-borghese Teresa Venerdì (1941, con Anna Magnani in una particina spiritosa). Al genere storico appartiene Un garibaldino al convento (1942). Avrebbe potuto rimanere un marginale regista capace di pescare nella commedia del filone dei telefoni bianchi o stabilire una sua identità tra il tenereno e il patetico. Invece diverrà uno dei maestri del neorealismo. Stabilito un durevole sodalizio con Cesare Zavattini, acquista una novità di temi desunti dall'attualità della guerra e del dopoguerra, una ricchezza di contenuti e una sapienza artistica che danno alla sua opera un ruolo fondamentale nel cinema di quegli anni; amarezza, sentimento e humour sono presenti in tutti i film di De Sica. Ecco la prima prova del nuovo corso, I bambini ci guardano (1943), e a ruota i capolavori del neoreliasmo: l'infanzia vista attraverso la tragedia della guerra in Sciuscià (1946) che ha per protagonisti due infelici ragazzini romani che affrontano da soli il dopoguerra, il dramma della solitudine e del lavoro in Ladri di biciclette (1948, con Enzo Staiola e Lamberto Maggiorani; proiettato alla Salle Pleyel di Paris nel 1949, suscitò enorme emozione nell'intellighenzia francese). Entrano nei film di De Sica i temi sociali, i contrasti tra miseria e ricchezza attraverso la drammatizzazione dei piccoli eventi. "Sciuscià" e "Ladri di biciclette" sono tra i film migliori del secolo ed ebbero l'Oscar per il miglior film straniero negli Stati Uniti.
Di contro agli ambienti e alle storie borghesi, l'ambiente proletario, il viaggio attraverso i quartieri poveri di Roma. Furono films che ebbero poco successo all'inizio: solo il consenso degli ambienti intellettuali francesi permise a De Sica di continuare (con il successo di "Ladri di biciclette" De Sica potè restituire i debiti fatti per "Sciuscià"). Miracolo a Milano (1950) si muove tra neorealismo e surrealismo. Sulla penosa condizione dei pensionati è Umberto D (1951). Con questo film si chiude una fase per il De Sica (grande) autore. Proseguirà con film onorevoli, gradevoli, ma ormai lontani da quella stagione irripetibile.
Tenero ne L'oro di Napoli (1954) in cui oltre a essere regista interpreta la parte del giocatore patetico. Il problema della casa in Il tetto (1956) con cui tenta di riprendere la stagione neorelista ma senza riuscirci (altri tentativi in questo senso: Un mondo nuovo (1965), Lo chiameremo Andrea (1972)). Di nuovo la guerra e l'occupazione ne La ciociara (1960) tratto dal romanzo di Moravia, interpretato da una onorevole Sophia Loren. Divertente Il giudizio universale (1961, con tra gli altri Vittorio Gassman e Alberto Sordi) ambientato a Napoli: una voce misteriosa dall'alto annuncia il diluvio universale, scatenando tutta una serie di situazioni e reazioni. Fallisce quando insegue una cinematografia intellettuale (I sequestrati di Altona, 1962, tratto da Jean-Paul Sartre). Nel Giardino dei Finzi Contini (1970) compare più forte che altrove il sentimento della famiglia e dell'unità familiare sulla scia del romanzo di Bassani. Ultimo suo film, Il viaggio (1974).
De Sica ha continuato a svolgere ruoli di attore, nel dopoguerra, cavandosela sempre degnamente grazie alla sua recitazione affabile e umana: l'episodio della "maggioranza" in "Altri tempi" (1952) regia di Blasetti, il maresciallo di "Pane, amore e fantasia" (1953) di Comencini, l'eroico imbroglione di "Il generale Della Rovere" (1959) di Rossellini.
 
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sabato, novembre 12, 2005,6:06 PM
Che palle!



Se c'è una cosa che mi fa davvero incazzare è la gente ignorante, nel senso di maleducata... anche quella ignorante nel senso che ignora, ma questo è un altro contesto e prima o poi ne parleremo! ;-P
Vedere gente che ha praticamente la metà dei tuoi anni, che non conta niente da un punto di vista professionale, ma che stranamente si sente già arrivata e che non è capace di dirti neanche un buongiorno la mattina e una cosa che proprio non sopporto!
Non che questo cambi la mia vita, stanotte dormirò tranquillamente nel mio letto senza pensare a nessun ragazzino nullità, ma questo tipo di comportamento mi sembra dilagare tra le persone... riecco che sfogo nella retorica, ma purtroppo questo è quello che vedo e sento! Contrariamente a quanto a volte si sente in giro io non credo che noi siamo delle isole, ma piuttosto penso che ognuno di noi ha bisogno di avere contatti con le altre persone, certo, magari bisogna anche saper scegliere, ma la maggior parte delle volte si può uscire arricchiti dall'incontro con chiunque persona, di qualunque estrazione e ceto sociale!!!
Non lasciamo che l'ignoranza o peggio ancora l'indifferenza si impossessino di noi, ma cerchiamo anche di sforzarci e magari lunedi mattina, quando arrivate al lavoro, pensate che il collega che incontrate forse ha anche piacere ad essere salutato da voi! ;-)
 
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venerdì, novembre 11, 2005,10:00 AM
Zorro














L'altra sera, in realtà era passata mezzanotte, mia moglie esce dal bagno in lacrime e non nascondo di essermi preoccupato un po'... non ho capito subito dove indirizzare le mie preoccupazioni, se sul definitivo scoppio dell'esaurimento nervoso che ormai attanaglia la famiglia da mesi (anni?), se sull'arrivo di un nuovo figlio, sul fatto che si fosse addormentata sulla tazza e magari fosse poi caduta facendosi male, invece poi le vedo in mano un libro, abbastanza piccolo, quindi non può averlo usato per farsi del male fisico, con la mia grande perspicacia ne deduco che deve essere stato il contenuto a ridurla in quello stato!
In effetti, prima che glielo chieda, è lei a dirmi di leggere subito quel libro, si tratta di "Zorro" di Margaret Mazzantini, autrice che ci ha conquistati già con "Non ti muovere" col suo modo di scrivere. Bè, il libricino l'ho letto, è piccolo e non ci ho messo molto, non mi sono ridotto in lacrime però devo dire che dei punti sono davvero toccanti e prendono molto sulla lettura. Praticamente si tratta di un monologo che lei ha scritto per permettere a suo marito, Sergio Castellitto, di recitarlo in teatro. Il protagonista è uno dei tanti barboni che quotidianamente incontriamo nelle nostre strade e che forse non ci danno mai l'impressione che anche loro siano stati dei bambini e che abbiano avuto una famiglia, noi li vediamo per quello che sono oggi e per il fastidio che a volte ci danno, fastidio magari procurato non da loro con qualche azione, ma per la paura di finire come loro magari... si si, lo so, sto diventando retorico, mi fermo!
Ora io ve lo consiglierei questo libro, la "ragazza" ha davvero un bel modo di scrivere che arriva diretto al cuore senza tanti fronzoli e abbellimenti del testo, il libro costa quanto due pacchetti di sigarette... dipende da quali fumate, anche meno!

Vi anticipo un passo:

“I barboni sono randagi scappati dalle nostre case, odorano dei nostri armadi, puzzano di ciò che non hanno, ma anche di tutto ciò che ci manca.
Perché forse ci manca quell'andare silenzioso totalmente libero, quel deambulare perplesso, magari losco, eppure così naturale, così necessario, quel fottersene del tempo meteorologico e di quello irreversibile dell'orologio.
Chi di noi non ha sentito il desiderio di accasciarsi per strada, come marionetta, gambe larghe sull'asfalto, testa reclinata sul guanciale di un muro?
E lasciare al fiume il suo grande, impegnativo corso. Venirne fuori, venirne in pace. Tacito brandello di carne umana sul selciato dell'umanità.”
 
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giovedì, novembre 10, 2005,10:19 AM
E' ancora prigioniera?


Da RaiNews24 di qualche giorno fa:

"L'esercito degli Stati Uniti ha usato il fosforo bianco durante l'attacco a Fallujah del novembre del 2004. L'agente chimico, contrariamente a quanto affermato dal Dipartimento di Stato in una nota del 9 dicembre 2004, non e' stato usato, secondo gli usi consentiti, per illuminare le postazioni nemiche, ma e' stato usato indiscriminatamente sui quartieri della citta'."

Non è tanto questa la cosa che mi ha colpito... gli americani cercavano le armi chimiche e alla fine le hanno trovate! Ancora di più ha colto la mia attenzione questo altro piccolo passaggio:

"Avevo raccolto testimonianze sull'uso del fosforo e del Napalm da alcuni profughi di Fallujah che avrei dovuto incontrare prima di essere rapita" - ha raccontato la giornalista del Manifesto, Giuliana Sgrena, a Rai News 24 - "avrei voluto raccontare tutto questo, ma i miei rapitori non me l'hanno permesso!".


D'accordo, i rapitori non le hanno permesso di riportare le sue testimonianze, ma dal giorno della sua liberazione, il 4 marzo di quest'anno, a oggi, perché non abbiamo saputo niente lo stesso di queste vicende? Chi le ha impedito di parlare ora? E' ancora sequestrata? Oppure se ne è parlato e l'ignorante sono solo io?

Per chi volesse saperne di più su questo fatto:
Servizio su Rai News
Filmato del servizio

Il secondo link è il servizio filmato della stessa notizia e contiene anche delle immagini forti, ma che raccontano di cose accadute e a volte non vedere significa essere complici!
 
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mercoledì, novembre 09, 2005,7:29 PM
Proviamo...
Le idee non sono molto chiare... ho voglia di avere un mio angolo dove riporre i pensieri che a volte... a volte, passano nella mia testa, però c'è molta confusione e quello che ne deriva è che non ci sarà un andamento regolare e comprensibile a tutti, abbiate pazienza! ;-)
 
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No al Trusting Computing