
ROVIGO - Suicida a 16 anni per debiti di gioco. È questa la tragica scelta di uno studente della provincia di Rovigo, che si è impiccato nella cantina di casa per l'incapacità di sopportare le conseguenze di un debito da 30 mila euro accumulato giocando al Lotto all'insaputa dei familiari. Il corpo del ragazzo è stato trovato dal padre. Alla famiglia, che vive in un comune a poca distanza dal capoluogo, un biglietto con la scritta «Perdonatemi». Il sedicenne, che studiava all'istituto alberghiero, aiutava nei momenti liberi nella gestione della ricevitoria della sorella, e qui nel corso dei mesi ha giocato segretamente al Lotto, senza versare in cassa il corrispettivo delle puntate. Accortasi infine dell'ammanco, la sorella ha pensato che si trattasse di una truffa telematica da denunciare. E a questo punto è uscita la verità. Sembra però che, pur nella prevedibile sorpresa per il comportamento del ragazzo, i familiari stessero già cercando di sistemare le cose. Ma evidentemente lo studente non ha retto alla vergogna, e ha scelto di togliersi la vita.
Con tutto il dispiacere che mi procura questa notizia, ma a me, a 16 anni, passava di tutto per la testa, tutto tranne la voglia di giocare al lotto! Anche nel caso in cui qualche amico mi avesse convinto a provare questo "gioco" non credo che sarei arrivato ad accumulare 30 mila euro (o 60 milioni di allora!) di debito...
Mi sembra impossibile... mah... certo, il fatto di vivere dentro una ricevitoria magari può spingere diversamente, io per esempio lavoravo in un alimentari e mi spaccavo di panini di vario genere, quindi potrei rivedere la mia tesi... no, no! Non credo lo avrei fatto!
Comunque questa storia mi spaventa, lo so che vado a finire sempre a battere sullo stesso chiodo, ma mio figlio più grande ha 15 anni e pensare che possa arrivare a togliersi la vita per un qualsiasi motivo mi fa impazzire... il solo pensarlo!
Benedetto ragazzo, per grosso che fosse il problema non lo hai di certo risolto così, anzi, ne hai aggiunti altri alla tua famiglia che hai lasciato nel dolore e se parliamo di una famiglia normale, parliamo anche di un dolore che non potrà mai sopirsi...
Ragazzi (se ne capiterà qualcuno!), parlate sempre ai vostri genitori, per grosso che sarà il vostro problema probabilmente ci sarà una soluzione che al momento a voi sfugge e se anche non ci fosse una soluzione credo che un genitore sarà ben lieto di aiutare un figlio a sopportare un problema, un peso portato in due pesa indubbiamente di meno!