E' domenica mattina ho meno di tre anni, ma l'appuntamento è importante come quello dei grandi! Da molto tempo in questa stagione molto particolare per noi una settimana si e una no andiamo a vedere la nostra Lazio!Torniamo un attimo al presente, potremmo parlare anche di Roma, Juventus, Inter, Milan... no il Milan no, la squadra di berlusconi non la voglio mettere in un post che parla di sentimenti! :-P
Dicevo, potremmo parlare di qualsiasi squadra, ma la gioia di un bambino che va a vedere quella che già sente la sua squadra in uno stadio pieno di quelli che sente i suoi colori e che, anche se non lo capisce fino in fondo, sa che sta succedendo qualcosa di importante, in questo caso parliamo dell'anno del primo scudetto biancoceleste, è indescrivibile, a me riempiva tantissimo il cuore, volevo davvero bene ai quei colori... comunque...
andiamo a vedere la nostra Lazio!La sciarpa è sempre quella ed è già al collo, in mano la bandiera, lo stadio non è lontano e la passeggiata ormai la conosco bene, il tragitto è familiare e accompagnato da molti come noi, con sciarpe, bandiere e cappellini! Lo stadio è bello, bianco, tutto di marmo lucente al sole! Il cielo azzurro sopra... E queste sono cose che poi se dici ad un bambino che Dio è della Lazio, non può non crederci!!! Entrano le squadre ed esplode la gioia! I cori partono e sventolano le bandiere, rullano i tamburi e battono le mani, è ora di iniziare...Io ricordo davvero quei momenti, avevo 3 anni e ne sono passati 32, ma io ricordo me piccino che vado allo stadio con mio padre, certo, qualche ricordo magari è un po' più sbiadito di altri, per esempio i ricordi più forti, quelli indelebili, sono per Felice Pulici, il portiere di quella Lazio, lo ricordo bene per via della sua divisa nera, quindi facilmente riconoscibile dagli altri e sempre per una differenza ricordo come marchiato a fuoco nei miei ricordi un altro di quei giocatori del primo scudetto,
Luciano Re Cecconi, grande calciatore e uomo sfortunato... lo ricordo bene per via dei suoi capelli così biondi da luccicare da lontano, dalla curva io lo riconoscevo con uno sguardo, cosa che magari mi riusciva più difficile con gli altri!
Che bello chiudere gli occhi e ricordare quella stagione, come ero felice io, giovane aquilotto coccolato da tutti quelli che incontravo andando e tornando dallo stadio!
Che bello...